La soglia e il cambiamento
di Laura Ricci1
C’è un momento, nella vita di ognuno, in cui qualcosa dentro comincia a scricchiolare, ancora prima che la mente se ne accorga. Non è una crisi vera e propria, e nemmeno un semplice fastidio passeggero: è l’annuncio silenzioso di un passaggio.
La psicologia, la neuroscienza, l’arte e la saggezza delle tradizioni spirituali dicono, ognuna a modo suo, la stessa cosa: si cresce davvero solo quando si accetta di attraversare una soglia.
Il fastidio: un messaggio, non un guasto
Il fastidio non arriva mai per caso. Non è un errore da correggere, ma un segnale: il momento in cui qualcosa dentro di noi smette di ripetere gli stessi schemi e comincia a cercarne di nuovi. Il corpo lo sa prima della mente: uno stomaco che si stringe, un pensiero che inciampa, una tensione che non passa.
Siamo abituati a considerare il disagio come un nemico da eliminare in fretta, magari con un farmaco da banco. Ma il fastidio non è contro di noi: è contro l’abitudine. È come il granello di sabbia che entra nella conchiglia dell’ostrica: lei non riesce a espellerlo, e allora comincia a rivestirlo, strato dopo strato, finché non diventa una perla. Senza quel granello, il guscio resterebbe liscio, ma vuoto. Allo stesso modo, senza un po’ di scomodità, la nostra vita interiore rischia di restare elegante, ma sterile.
Da qui nasce l’idea centrale di questo testo: non cresciamo nei momenti di stabilità, ma in quelli scomodi, spesso temuti, in cui siamo sospesi tra chi eravamo e chi stiamo per diventare. Imparare a riconoscere questo passaggio, invece di volerlo far finire il prima possibile, è già un primo gesto di cura verso sé stessi.
Un esempio — Monica arriva in studio e dice solo: «Non so cosa ho, ma qualcosa non va più bene». Da settimane si sveglia con un peso sul petto che il lavoro, la casa, la routine non spiegano. Invece di cercare subito una causa, la seduta si apre con una domanda diversa: «Cosa sta chiedendo di essere riorganizzato?». Parlando, Monica scopre che…
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1 Psicologa, Death Educator, Supervisore e Presidente dell’Associazione Doceat.
